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Bed and Breakfast a Vicenza per la “festa del bosco” di Brendola
Nel caratteristico paesino vicentino sarà possibile esplorare,fino al 21 novembre, i percorsi e la magia delle fiabe nate dalle storie di boschi millenari ed intrise di tradizioni popolari riecheggianti le speranze e le gioie del più sano popolo contadino. Le tradizioni popolari sono da anni oggetto di studi universitari tant’è che in molte facoltà umanistiche si può appunto sostenere un esame denominato “Letteratura delle tradizioni popolari”; si perchè noi siamo ciò che le nostre radici sono e quest’ultime trovano saldo ancoraggio nella cultura della terra e di coloro i quali l’han coltivata!
Consapevole di ciò la pro loco di Brendola offre al turista un poetico percorso educativo e divertente composto di passeggiate organizzate negli adiacenti boschi, alla ricerca di tracce di mitiche creature e delle loro dimore (orchi,streghe-strie-,folletti-anguane e salbanei-) le quali non incutono,come ci si aspetta paura o terrore,ma inducono al sorriso a causa del loro carattere burlesco!
A fare della leggenda arte saranno presenti mostre fotografiche e spettacoli teatrali (questi saranno ripetuti in varie giornate ed orari per dare a tutti l’opportunità di prendervi parte) ed è da sottolineare che tutti gli eventi saranno gratuiti! Come contorno della manifestazione non poteva mancare la parentesi enogastronomica con stands che delizieranno i palati di grandi e piccini grazie ai piatti a base di prodotti locali all’insegna della magia…tutti da scoprire!
Se anche tu vuoi partecipare a questo singolare evento, diventanto parte viva di una fiaba inedita, ti posso consigliare alcuni bed and breakfast a Vicenza e provincia.
Bed and Breakfast Vicenza per la “festa del Cristo”
“Le Feste Quinquennali in Onore del Divin Crocifisso vedono le proprie origini alla fine del XVIII secolo, anche se la prima menzione storica ufficiale risale al 1832. Punto focale delle Feste è il Divin Crocifisso, un crocifisso che la tradizione vuole essere stato ricavato da un tronco d’olivo nel XV secolo in una sola notte da un pellegrino, in segno di ringraziamento per l’ospitalità ricevuta dal parroco.È in suo onore che si svolgono le processioni in costume raffiguranti centinaia di personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento, nonché la rappresentazione della morte e risurrezione di Gesù Cristo. Con il passare del tempo le Feste Quinquennali hanno raggiunto un ragguardevole livello di popolarità, anche in virtù delfatto che, oltre alle processioni ed alla rappresentazione della Passione, vengono proposte attività collaterali di carattere artistico, culturale, di intrattenimento e di confronto.
L’atmosfera che si respira prima e durante le Feste è di partecipazione e condivisione; gli addobbi ed i caratteristici archi realizzati lungo le strade di Pove del Grappa sottolineano il coinvolgimento di tutto il paese, tanto che molti emigranti colgono l’occasione per rivisitare il paese d’origine. L’edizione 2010 vede nei pomeriggi di domenica 5 e domenica 12 settembre le due processioni storico-religiose, mentre la Passione di Cristo avrà luogo nella sera di venerdì 10 settembre. Le vie del paese si illuminano e si vestono a festa , negli angoli caratteristici si rivivono scene raccontate nella Bibbia, le serate si riempiono di spettacoli, mostre ed incontri.
Il 31 luglio, è stato installato il primo dei numerosi archi che abbelliranno Pove del Grappa a settembre per le Feste del Cristo. Gli autori sono gli abitanti di Contrada del Cristo, la prima che si incontra a Pove proveniendo da Bassano. L’arco, che copre l’intera carreggiata, raffigura le quattordici stazioni della Via Crucis grazie a dei raffinati pannelli di vetro. Già bello di giorno, darà il suo meglio illuminato di notte. Come si diceva, questo è il primo di molti altri archi, addobbi ed illuminazioni che si verranno a realizzare a Pove fino a settembre, al fine di creare la consueta magnifica cornice alle Feste del Cristo. Si potranno inoltre ammirare:
•Mostra fotografica Il Cammino di una Passione: Pove 1925-1965 a cura di Adriano Boscato
•Mostra di pittura a cura del Gruppo Artistico Valbrenta
•Personale d’arte a cura di Laura Moretto
•Mostra Santini, Arte Sacra e Vecchi Ricordi a cura di Gabriele Pellizzer
•Mostra Missionaria a cura del Gruppo Missionario di Pove del Grappa
•Gli hobby di Emidia Cusinato
•Componimenti artistici di “Bosa A”
•Mostra di pittura a cura di Tiziana Alberton
•Mostra Sculture in Legno a cura di Mario Pigato
•Mostra di Oggetti in Perline a cura di Santina Tosin
•Mostra Poesia da vedere a cura di Sara Albonetti
•Esposizione dei disegni dei ragazzi delle Scuole Medie a cura del Gruppo Donatori di Sangue Il Comune di Pove del Grappa è situato a nord-est della Provincia di Vicenza. Il territorio si sviluppa da quota 100 mslm (riva sinistra del fiume Brenta) fino a quota 1.529 mslm (Monte Asolone) del Massiccio del Grappa. Pove è l’ultimo paese che si incontra sulla destra prima di imboccare la Valsugana, importante valle del fiume Brenta e via di transito verso Trento e l’Europa, ed è il primo che apre alla Pianura Padana. La posizione soleggiata, al riparo dai venti e fuori dal pericolo di nebbie e brinate, frequenti nella pianura sottostante, regala un clima mite e piacevoli viste. Dalle pendici del Grappa si possono scorgere il Ponte degli Alpini, il Brenta, e i frontali colli di Sant’Eusebio, Privà e Caluga, ma soprattutto l’estendersi della pianura dai Colli Berici agli Euganei e, in condizioni di luce ottimali, fino al Piave. E’ quindi l’occasione giusta per unire folcklore religioso e natura in una piacevole visita.
Se anche tu non vuoi perderti questo straordinario evento nel verde del veneto, ti posso consigliare alcuni bed and breakfast a Vicenza molto confortevoli.
Bed and Breakfast a Vicenza per: “10° festa del pesce e del baccala’ alla vicentina”
U.S.D. GALVANAUTO MOTTA con il patrocinio del Comune di Costabissara e di Cesenatico organizza la 10° FESTA DEL PESCE in collaborazione con i pescatori di CESENATICO. Durante la manifestazione si potranno gustare ottimi piatti di pesce come: capesante gratinate,polpo e risotto alla cesenaticense,spaghetti all’adriatico, branzino grigliata, frittura, baccala’ ecc..il tutto accompagnato da ottimi vini doc.
MANIFESTAZIONE AL COPERTO PRESSO IL PALATENDA.
Quando è invalso l’uso di cucinare il baccalà nella maniera a noi più nota e conosciuta in tutto il mondo?
“Si racconta che, nel 1269, i vicentini che tentavano l’assalto al castello di Montebello, difeso dai veronesi, alle guardie che gridavano altola’, rispondessero: oh, che bello, noi portiamo polenta e baccala’. E subito i veronesi, golosi,spalancarono il portone …”
E’ noto che il baccalà lotta con Palladio per conquistare il trono di simbolo della città di Vicenza nel mondo. A Rost , una delle piu’ sperdute fra le isole Lofoten al largo della Norvegia , piu’ di quattro secoli fa ,( 1432) naufrago’ la spedizione agli ordini del capitano veneziano Pietro Querini e li ‘, per un singolare effetto a lungo termine di quello sbarco avventuroso , oggi hanno Vicenza nel cuore. Il merito è degli stoccafissi che capitan Querini porto’ con se’ rientrando a casa , e che a illuminati gastronomi vicentini ispirarono , previo opportuno trattamento la nascita del piatto chiamato baccalà , raccomandabile con polenta . I vicentini videro nello stoccafisso una alternativa al costoso pesce fresco , oltretutto facilmente deperibile.
Nell’ ottobre 1580 , all’aprirsi dell’era palladiana , arriva a Vicenza Michel de Montaigne; Vicenza gli appare come una “grande citta’…piena di palazzi gentilizi”,ma niente di piu’ . Nel suo celebre “Journal de Voyage en Italie” , lascia un mediocre appunto su Vicenza , ma il suo entusiasmo letterario riprende fuoco solo per un pranzo in cui era incluso il famoso “piatto nazionale” dei vicentini: il baccalà. E’un’ottima occasione per visitare gli splendidi monumenti in loco:
-Castello Sforza-Colleoni:
Il Castello originario del 1100 circa, era già esistente all’arrivo dei Bissari. Essi lo ricostruirono al loro arrivo, nel 1285, dopo la distruzione avvenuta ad opera di Ezzelino III. La villa assunse la sua attuale fisionomia intorno al 1859, anno in cui il conte Guardino Colleoni ne curò la ricostruzione. Accanto alla villa sorge la cappella gentilizia, datata 1659. Accanto al castello si nota un edificio oggi adibito a fattoria risalente al secolo XV, che venne più volte trasformato fra il Seicento e il Settecento. Prima della sua muratura, come denotano due colonne inglobate nella muratura, si apriva nella parete meridionale. Vicino alla villa sembra sorgesse la torre chiamata ‘’torre di Messer Matteo Bissaro’’. Ora il castello è di proprietà della famiglia Putin.
-Villa San Carlo: In origine di proprietà della famiglia Bissari, la villa è situata sul ‘’Pianoro di San Pietro’’ e risale al XVIII secolo d.C.. È circondata da un immenso parco con moltissimi tipi di piante, comprese specie esotiche e fusti secolari (il cedrus libani ha più di cinquecento anni), che insiemead un laghetto e alcune voliere formano un vero e proprio orto botanico. La Loggia Belvedere in stile dorico, venne fatta costruire da Camillo Bissari. Acquistata dalla Diocesi di Vicenza e inaugurata nel 1965, dopo radicali lavori di ristrutturazione e adattamento, la villa è attualmente adibita a ‘’Casa per Esercizi Spirituali’’. Ogni anno nel parco, a fine estate, si svolge la Fiera degli Uccelli.
-Villa De Sandri Bortolan:
È un complesso in aperta campagna e in località Cà Gardellina, zona pianeggiante di Motta. Esso è formato dal corpo padronale, cui si affiancano la cappella gentilizia, una torre colombara e le barchesse per gli usi agricoli. La cappella gentilizia, dedicata a Sant’Antonio da Padova, è la Chiesetta di SantAntonio. Se anche tu non vuoi perderti il sapore di uno dei più caratteristici piatti venetia contatto con natura e storia, ti posso consigliare alcuni tipici bed-and-breakfast in zona.








